Corte Europea 317

MARCHIO EUROPEO DEL TURISMO DI QUALITA’

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Il 20 febbraio 2014 la Commissione Europea ha emanato i principi che rappresenteranno, quando osservati, anche se su base volontaria, l’ossatura “di qualità” del turismo europeo. L’Europa è al primo posto tra le mete turistiche mondiali: oltre 534 milioni di visite all’anno, che...
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Corte Europea 317Il 20 febbraio 2014 la Commissione Europea ha emanato i principi che rappresenteranno, quando osservati, anche se su base volontaria, l’ossatura “di qualità” del turismo europeo.

L’Europa è al primo posto tra le mete turistiche mondiali: oltre 534 milioni di visite all’anno, che rappresentano il 52% di quelle mondiali, ed un fatturato di 356 miliardi di euro nel 2012. Con questi numeri, il turismo si deve considerare la terza maggiore attività socio-economica dell’Unione Europea in termini di contributo al PIL e all’occupazione.

La Commissione si è impegnata nello sviluppo di un marchio “di qualità” europeo del turismo (Azione 13 prevista dalla
Comunicazione COM(2010) 352 “L’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo”) con lo scopo di rendere più ampia e meglio definita la sicurezza dei consumatori e la loro fiducia nei prodotti turistici, incoraggiando contestualmente tutti gli operatori del settore già attivi in percorsi di concreto miglioramento dei propri servizi.

I principi europei della qualità del turismo, presentati nella proposta di Raccomandazione del Consiglio del 20 febbraio 2014,
riguardano soprattutto quattro temi:
ADDESTRAMENTO PROFESSIONALE – I prestatori di servizi turistici che adottano i principi devono garantire la formazione di tutti i lavoratori coinvolti nella prestazione di servizi direttamente destinati ai consumatori affinché assolvano in modo soddisfacente i compiti loro assegnati. Questa raccomandazione impone loro anche di A) registrare la presenza dei dipendenti ai corsi di formazione in appositi registri di formazione B) nominare un coordinatore della qualità al fine di garantire un approccio coerente alla gestione della qualità dei servizi forniti e coinvolgere i dipendenti nel processo di garanzia della qualità.
SODDISFAZIONE DEI CONSUMATORI – Applicare una politica di soddisfazione dei consumatori che preveda anche l’istituzione di un meccanismo per trattare i reclami dei consumatori nel luogo in cui è avvenuta la prestazione del servizio o via Internet e garantire che i reclami ottengano risposte tempestive. Inoltre i prestatori di servizi turistici dovranno analizzare in appositi studi la soddisfazione dei consumatori e tener conto dei risultati di tali analisi per migliorare la qualità del servizio.
PULIZIA E MANUTENZIONE – I prestatori di servizi turistici saranno tenuti a conservare e documentare un proprio programma di pulizia e manutenzione degli impianti, inclusi ovviamente gli ambienti di lavoro e di contatto col pubblico..
CORRETTEZZA E AFFIDABILITA’ DELLE INFORMAZIONI – I prestatori di servizi turistici dovranno pure informare i consumatori sulle consuetudini, il retaggio culturale, le tradizioni, i servizi, i prodotti e gli aspetti di sostenibilità tipici di una determinata località. Essi dovranno inoltre garantire che queste informazioni siano corrette, affidabili, chiare e accessibili almeno nella lingua
straniera più diffusa se confacente al luogo e al modello imprenditoriale.

I principi raccomandati saranno d’aiuto alle imprese turistiche nell’ottenere visibilità sui grandi mercati, soprattutto dei paesi extra europei. Le differenze nelle modalità di valutazione qualitativa dei servizi turistici possono infatti generare confusione nei turisti: il turismo transfrontaliero, ad esempio, può aver difficoltà a reperire informazioni capaci di fornire – coerentemente e velocemente – l’idea del servizio che il viaggiatore può attendersi dai diversi operatori, e questo influisce sulla sua possibilità di scelta soprattutto quando visiti un altro Paese membro o giunga da paesi terzi, penalizzando scoraggiando le imprese che investono in qualità, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni che non dispongono di grandi risorse finanziarie.

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